Preparazione – Attività fisica nella Terza età

Premessa

Al lavoro mi capita sempre più  spesso di visionare progetti di nuove case di riposo.
La necessità di creare queste strutture è dovuto al fatto che nel nostro paese la popolazione "anziana" è in continuo aumento.
In casa di riposo vengono "parcheggiate" le persone che a casa arrecano qualche problema, tipo la mancanza di autosufficienza e/o la necessità di particolari cure mediche.
Portare le persone a vivere a lungo, non in autosufficienza, è diventato un business miliardario (euro), per le case di cura e l'industria farmaceutica.
Tutti soldi che vengono spesi dall'anziano,( fin che ne ha), dai figli (fin che possono) o dai comuni se l'assistito non ha soldi o parenti. Spesso capita che queste persone siano a carico della comunità.
Molte di queste case di riposo ricevono anche finanziamenti regionali o hanno convenzioni con le aziende sanitarie per la somministrazioni di farmaci e/o cure varie.
Insomma, avere una popolazione anziana, per chi costruisce questo genere di business, è una manna dal cielo.

Il mantenimento di queste strutture ha inoltre un incidenza importante sui costi di gestione. Operando nel settore ed eseguendo le manutenzioni agli impianti mi capita spesso di visitare queste strutture.

Durante i miei sopralluoghi di lavoro posso vedere qual'è la qualità della vita che viene offerta agli "ospiti paganti". 

Il cibo è di scarsa qualità e non è personalizzato in base alle esigenze dell'utente. Spesso deperiti perdono l'uso delle gambe e questo a chi gestisce la struttura è utile. Un utente alettato non arreca problemi, non scappa. La malnutrizione e l'immobilità portano anche il cervello a perdere capacità cognitiva. La scarsa attività di intrattenimento porta le persone a relazionarsi poco e chiudersi in se stessi. 

Se entri con le tue gambe e lucido, in breve tempo non cammini più e diventi rincoglionito.


Ti vedi a fine della tua vita chiuso in un "carcere" a cagarti addosso e farti imboccare?
Io no e non è certo la prospettiva di vita che cerco e desidero
​!!

Ti sei mai chiesto per quale motivo queste persone arrivano al punto da non essere più autosufficienti?
Un corpo sano ed una mente sana ti permettono di vivere a lungo una vita ricca di azioni ed emozioni.

Sempre più anziani sono schiavi delle medicine. Vivere a lungo a braccetto con delle malattie non è bello. Sarebbe auspicabile vivere a lungo ed in salute.


E quindi?


E quindi credo che le nuove generazioni, ma anche le vecchie, debbano riflettere ed iniziare a preoccuparsi e adoperarsi per porre rimedio cercando di evitare quei fattori che possono portare il nostro corpo e la nostra mente a non essere più autosufficienti.

Escludendo i casi dove la sfortuna e la vita ci hanno messo del loro, tipo malattie rare, incidenti, cadute etc, il grosso dei problemi fisici li dobbiamo ad una cattiva alimentazione (caotica, cibi industriali, calorie a non finire e zuccheri)  e alle  cattive abitudini come il fumo, l'alcool o la droga.
Spesso le ultime due sono sostanze che vengono assunte per la mancanza di legami affettivi. 

Nell'era dei social e della comunicazione, in realtà le persone sono sempre più sole, in quanto  nella vita reale, non riescono a socializzare e a creare affetti, amicizie o amori.
Spesso i nostri nonni vengono lasciati soli perché non abbiamo tempo, dobbiamo navigare e stare a testa bassa sui social. I nostri nonni o genitori non usano i social, loro hanno bisogno del reale e non del virtuale.


Nella ricerca effettuata da 
Harvard viene dimostrato come l'amore e l'affetto delle persone care sia in grado di mantenere in forma ed in salute le persone. ​

Quindi fare attività fisica ed avere relazioni umane, oltre che a mantenere un alimentazione sana e non avere cattive abitudini sono l'elisir di lunga vita.

Cosa dice la scienza?

Diversi studi stanno esaminando la funzione potenzialmente terapeutica dello sport negli anziani soprattutto a livello cerebrale scoprendo che muoversi aiuta a migliorare anche la capacità di concentrazione e a contrastare i danni della sedentarietà.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22674729

La degenerazione della materia bianca cerebrale si verifica con l'aumentare dell'età ed è associata a un declino della funzione cognitiva. La ricerca ha dimostrato che l' idoneità e l'esercizio cardio respiratorio sono efficaci come agenti protettivi, anche riparatori, contro i disturbi cognitivi e neurobiologici negli anziani.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4096122/

Inoltre fare attività fisica o sportiva, in base ai propri limiti comunque, aiuta a migliorare diversi aspetti, negli anziani, che la sedentarietà provoca.

Se pensiamo che nell'80% dei casi di demenza questa è riconducibile all'Alzheimer mentre il resto sono delle perdite cognitive dovute all'ictus, patologia in crescita e specialmente tra la popolazione giovane.

Quando la prossima volta vai nel centro della tua città a bere un aperitivo con gli amici, oppure se vai al supermercato, guardati in giro. Quanta gente in grave sovrappeso od obesa c'è in giro? io ne vedo sempre troppa.

Molti dicono "avrà una disfunzione" ed è senz'altro così. Disfunzione del frigo pieno di schifezze da mangiare adagiati su di un divano davanti alla TV.

Una persona con grave obesità, che fuma, mangia male e si chiude in casa, che aspettativa di vita può avere? E supponendo che viva anche a lungo, quale sarà la qualità della stessa? Vivere per mangiare medicine?

Fumo (vedo gente che fuma ovunque), pressione alta, colesterolo alto, diabete ed obesità compromettono la funzionalità dei vasi sanguigni e conseguentemente anche il cervello. Il rischio di infarto o di ictus è maggiore. Queste cattive abitudini di vita ed alimentare provocano anche lo stress ossidativo che è causa di malattie degenerative. 

Fare con regolarità attività fisica fin da giovani può ridurre il rischio di ammalarsi. L'attività fisica ed il movimento in genere, hanno un effetto positivo sulla pressione, sul peso, sul diabete. Farlo in compagnia di amici e quindi godere anche dell'affetto delle persone, può aiutare a prevenire il rischio di demenza.

Un alimentazione sana ed equilibrata è fondamentale come una regolare attività fisica. Mangiare frutta, verdura, acidi grassi insaturi derivati da oli vegetali, pesce, olio di pesce, carboidrati da farine integrali, riso, ha un effetto positivo. Mentre andrebbero banditi i pasti pronti industriali e consumati con parsimonia la carne rossa, acidi grassi saturi (insaccati, formaggi grassi, panna etc), il sale lo zucchero(veleno)!!

Una sana e corretta alimentazione può ridurre notevolmente il rischio di ammalarsi di demenza, riduce la possibilità di infarto e di ictus.

Come detto prima e come ricorda la ricerca dell'università di Harvard,  i contatti sociali possono dare un valido contributo alla riduzione del rischio di demenza. Vedere regolarmente amici e famigliari, avere scambi di idee o essere socialmente attivi, sono l'ideale per "rimanere giovani" dentro e fuori. Prendetevi del tempo da dedicare alle persone a voi care. Attività fisica e allenamento della memoria sono la combinazione ideale per unire l’utile al dilettevole.

Conclusioni

La popolazione, specialmente in Italia, è sempre più anziana. Si fa sempre più ricorso alle case di riposo, che io definisco una prigione, per come vedo il trascorrere del tempo in questi  luoghi.

L'idea di cagarmi addosso, deambulare con il girello e farmi imboccare il cibo non mi piace e per evitare tutto questo bisogna vivere bene ed in salute da giovani, in modo che queste buone abitudini si protraggano nel tempo.

In terza età continuare a mangiare bene, integrare se necessario con vitamina E e vitamina C (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9772012) e fare movimento aiuta a prevenire le malattie degenerative come la demenza. 

Fare sport o attività fisica aiuta nel mantenimento dell'attività celebrale e migliora il sistema cardiovascolare, eliminando cause di infarto o ictus.

Robert Marchand l’anno scorso è entrato nella storia del ciclismo per aver segnato al velodromo di Saint Quentin en Yvelines il record del mondo della categoria over 100.

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